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Programmatic Buying: intervista all'esperto Andrea Febbraio.

Programmatic Buying: intervista all'esperto Andrea Febbraio.

Data: 18/01/2016    Categoria: Corsi    Luogo: Roma


Perchè un Master del Sole 24 ORE sul Programmatic Advertising?

Perché i dati sia in sia in Italia sia nel Mondo parlano chiaro: in USA l'acquisto della pubblicità display in modalità automatizzata rappresenta già il 50% del totale, in Italia i numeri sono più piccoli ma crescono a doppia cifra. I dati sono ancora più impressionanti per la pubblicità video e mobile. E' quindi assolutamente impensabile occuparsi di pubblicità online senza conoscere le logiche, gli strumenti e le figure professionali che muovono questo mondo, indipendentemente se si lavori per un editore, una concessionaria, un centro media o un brand.
Questa è la ragione per cui, da pioniere del settore, ho fortemente voluto questo Master insieme alla Business School del Sole 24 ORE.

 
Il programmatic farà sparire i venditori di pubblicità ed i planner dei centri media?

Assolutamente no. Il concetto che ci siano delle macchine o dei software al centro delle transazioni e che quindi il fattore umano non sia più importante è totalmente sbagliato. Dietro le transazioni e le macchine c'è sempre una persona. C'è però sicuramente bisogno di nuove competenze tecniche e di una mente più analitiche. Il lavoro cambia, c'è bisogno di fare un passo "laterale" e infatti il Master è stato progettato pensando proprio a questo: preparare gli operatori del settore, o chi si avvicina a questo mestiere, con nuove skills e competenze indispensabili.

 
     
Quali sono le minacce che possono frenare lo sviluppo del Programmatic in Italia e nel mondo?
Non sono peculiarità dell'Italia ma sono le stesse che esistono in tutto il Mondo, primo fra tutti le frodi.
Google ha da poco ammesso che il 50% della pubblicità pianificata sul motore di ricerca non è mai stata vista e lo stesso ha fatto AppNexus, una delle più grandi piattaforme per il programmatic buying. Nel programmatic advertising, come per tutte le cose nuove, all'inizio ci sono sempre degli attori che cercano di sfruttare il sistema con pratiche poco corrette che quindi inquinano il corretto andamento delle transazioni. Penso ad esempio alle views e click fasulli, ai bot che simulano il comportamento dei visitatori reali su una pagina web, ai network di malware e tanti altri stratagemmi poco puliti utilizzati da alcuni operatori del settore.


Andrea Febbraio

Co-Founder Teads e Coordinatore del Master part time Digital Programmatic Buying Business School del Sole 24 ORE

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